Manuale operativo completo per la suite di analisi biomeccanica arborea più avanzata d'Europa. Dalla configurazione iniziale all'interpretazione dei risultati.
Advanced Inspection Suite (AiS) v3 è una piattaforma web per la valutazione di stabilità arborea. Integra in un unico ambiente gli strumenti diagnostici del professionista arboricoltore: analisi biomeccanica classica, monitoraggio satellitare, tomografia sonica, prove di trazione, dendropenetrometria, simulazione strutturale FEM e analisi del rischio da traffico.
AiS è organizzato in 8 moduli indipendenti, ciascuno accessibile tramite un tab nella barra superiore. I moduli disponibili dipendono dal livello di abbonamento dell'utente. Ogni modulo ha un proprio sistema di sessioni: ogni analisi viene salvata nel database, può essere rinominata e può essere richiamata in qualsiasi momento tramite il pulsante Recall from DB.
I moduli non sono compartimenti stagni: quello che misuri in uno entra nel calcolo di un altro.
| Da | A | Cosa viene passato |
|---|---|---|
| Main Settings | tutti | Altezza, circonferenza, superficie e baricentro della chioma, proprietà del legno, vento di progetto, coordinate |
| Tomografia | Safety Factor | Frazione residua di sezione e momento critico calcolati pixel per pixel, al posto della sezione circolare piena |
| Pulling Test | Safety Factor | Modulo elastico misurato, da cui si ricava il MOR effettivo; diametro e quota dell'elastometro per la rastremazione reale |
| Tomografia | Resistografo | Immagine del tomogramma e contorno della sezione, per posizionare il tracciato di perforazione |
| Main Settings | TreeSOS, Traffic Risk | Coordinate GPS e diametro della chioma |
Il pulsante di export produce un archivio ZIP con i grafici e le immagini di tutti i moduli abilitati per
l'utente, organizzati in una cartella per modulo e in una sottocartella per sessione. Le immagini già salvate
su disco vengono prese così come sono; quelle che mancano vengono ridisegnate dai dati nel database, così
l'archivio resta completo anche per le sessioni vecchie. Un file contenuto.txt dentro l'archivio
elenca cosa non è stato incluso e per quale motivo.
Importante: prima di eseguire qualsiasi analisi, è necessario compilare e salvare i Main Settings dell'albero. La piattaforma verificherà automaticamente che altezza, circonferenza e superficie della chioma siano presenti.
Accedere a ais.al-beri.com con le credenziali fornite. L'autenticazione utilizza cookie HttpOnly: la sessione è sicura e persiste fino al logout esplicito. Se la sessione scade, si viene reindirizzati automaticamente alla schermata di login.
L'interfaccia si articola in tre aree principali.
Header. Contiene il logo, il nome dell'albero attualmente selezionato (cliccabile per tornare alla sidebar), il nome utente, il livello di licenza, il collegamento a questa guida e il pulsante di logout.
Sidebar sinistra. Divisa in due pannelli sovrapposti: la lista dei committenti in alto e la lista degli alberi del committente selezionato in basso. È collassabile su desktop e diventa un pannello a scomparsa su mobile.
Area contenuto. Contiene la barra dei tab, uno per modulo, e il pannello del modulo attivo. Su mobile è possibile scorrere tra i moduli con uno swipe orizzontale.
Il campo di ricerca in cima alla lista filtra i committenti per nome o per azienda. Passando il mouse su una riga compaiono due pulsanti: ✏ rinomina il committente, ✕ lo rimuove dalla lista.
La rinomina cambia solo il nome visualizzato: il codice interno resta quello in uso, quindi gli alberi già collegati non si staccano. Non sono ammessi due committenti con lo stesso nome all'interno della stessa azienda, e il sistema lo segnala invece di creare un doppione.
La rimozione di un committente non cancella i suoi alberi: gli alberi vengono staccati e conservati nel database come orfani, con i dati di tutte le analisi già eseguite. È una rimozione dalla propria lista di lavoro, non una cancellazione dei dati.
La visibilità dei committenti segue l'azienda dell'utente: ognuno vede i committenti della propria azienda, non quelli degli altri.
Ogni modulo ha un contatore di utilizzo visibile nel tab sotto forma di badge.
Il badge mostra rimanenti/totali oppure ∞ per utenti con licenza illimitata.
Il colore cambia automaticamente: verde (oltre il 20% disponibile), giallo (20% o meno), rosso (esaurito).
AiS supporta l'importazione di alberi provenienti da TreeGuard. Quando un privato condivide un albero tramite
link di transfer (ais.al-beri.com/import/TOKEN), si apre una schermata dedicata che mostra
l'anteprima dei dati dell'albero, eventuali alert satellitari e permette di importarlo nel proprio workspace
associandolo a un committente esistente o creandone uno nuovo automaticamente.
Il modulo Settings è il punto di partenza obbligatorio per qualsiasi analisi. Qui si definiscono le proprietà dell'albero: specie, caratteristiche meccaniche del legno, dati biometrici e coordinate GPS. Questi dati vengono condivisi con tutti gli altri moduli.
Selezionando una specie dal menu a tendina, il sistema carica automaticamente dal database interno i valori di default per le proprietà meccaniche. I campi precompilati possono essere sovrascritti manualmente.
| Campo | Unità | Dove viene usato |
|---|---|---|
| Modulo elastico (MOE) | GPa | Rapporto MOR/MOE nel Safety Factor, proprietà del materiale in TreeFEM |
| Densità del legno | kg/m³ | Stima della massa e quindi del momento da peso proprio; materiale FEM |
| Tensione di snervamento (MOR) | MPa | Momento resistente della sezione, fattore di sicurezza FEM |
| Velocità radiale | m/s | Velocità di riferimento nella lettura a colori dei tomogrammi |
| Densità dell'aria | kg/m³ | Momento del vento. Standard 1,225 kg/m³ al livello del mare |
| Coefficiente di resistenza (Cx) | n/d | Drag aerodinamico della chioma, tipico fra 0,20 e 0,40 |
| Vento di progetto | km/h | Velocità di riferimento contro cui si misura il fattore di sicurezza (default 120) |
| Direzione del vento | ° | Direzione prevalente, sincronizzata con TreeFEM |
La densità dell'aria impostata qui vale per il Safety Factor e per gli elastometri. Il calcolo degli inclinometri nel Pulling Test usa invece il valore fissato dal metodo Fakopp (1,2 kg/m³): è una scelta del metodo, non un'omissione, e serve a mantenere i risultati confrontabili con quelli dello strumento.
La sezione biometrica raccoglie le dimensioni fisiche dell'albero. Questi valori sono essenziali per tutti i calcoli biomeccanici.
| Campo | Unità | Descrizione |
|---|---|---|
| Altezza dell'albero | m | Altezza totale dalla base alla cima |
| Circonferenza al petto | cm | Misurata a 1,30 m dal suolo. Da qui il sistema ricava il diametro alla base |
| Diametro della chioma | m | Diametro medio della proiezione al suolo. Definisce anche il buffer satellitare di TreeSOS |
| Superficie della chioma | m² | Area esposta al vento. Calcolabile dall'editor della sagoma |
| Centro di gravità | m | Quota del baricentro della chioma dal suolo, braccio del momento del vento |
Caricando una foto dell'albero si apre un editor a schermo intero con due modalità.
Outline. Tracciare il contorno della chioma con il mouse, con click o trascinamento. Il sistema separa i pixel della chioma dallo sfondo usando una soglia di luminosità regolabile.
Height. Tracciare una linea verticale dalla base alla cima, poi inserire l'altezza nota in metri. Questo calibra il rapporto pixel/metro: senza questa taratura le aree restano in pixel e non in metri quadri.
Premendo Compute, l'editor calcola la superficie della chioma in m², il diametro equivalente in m e la quota del baricentro in m. I valori vengono proposti per l'inserimento nei rispettivi campi biometrici.
Due automatismi evitano di rifare la sagoma a ogni variazione.
Cambio di altezza. Se si modifica l'altezza dell'albero dopo aver misurato la chioma, superficie e baricentro vengono riscalati con il rapporto fra la nuova e la vecchia altezza: la superficie con il quadrato del rapporto, il baricentro in proporzione diretta. La forma della chioma resta quella misurata, cambia la taglia.
Riduzione della chioma. Il campo di riduzione percentuale simula una potatura: la superficie esposta scende della percentuale indicata, il baricentro della metà di quella percentuale. Il valore ridotto è quello che entra nel calcolo del Safety Factor, quindi si può confrontare direttamente lo scenario prima e dopo l'intervento.
Le coordinate possono essere inserite manualmente in formato decimale (EPSG:4326) oppure selezionate graficamente dalla mappa interattiva integrata. Sono necessarie per TreeSOS, per Traffic Risk e per la registrazione del punto di tiro nel Pulling Test.
Dopo aver compilato i campi, premere Save to Database. Senza questo passaggio gli altri moduli non eseguono le analisi e mostrano un banner di avviso.
Il modulo Safety Factor calcola il fattore di sicurezza alla base del tronco secondo il metodo SIA, Wessolly e Erb: il fattore è il rapporto fra la velocità critica del vento, cioè quella che porta la sezione basale al limite, e la velocità del vento di progetto.
Il fattore non è il rapporto fra momento resistente e momento agente. Dato che il momento del vento cresce con il quadrato della velocità, quel rapporto restituisce numeri molto più alti e non confrontabili con le soglie di riferimento. Lavorando sulle velocità, il valore è invece direttamente confrontabile con quello che esce dalla prova di trazione, che è anch'esso un rapporto fra velocità.
La catena di calcolo procede in otto passi: geometria della sezione, massa, momento da peso proprio, momento del vento, modulo di resistenza della sezione, MOR effettivo, momento resistente e infine velocità critica. Ogni passo può essere sostituito da una misura strumentale, quando disponibile.
Il diametro a petto d'uomo si ricava dalla circonferenza misurata. Il diametro alla base è maggiore, e il sistema lo stima in tre modi, in ordine di preferenza:
| Priorità | Metodo | Quando si applica |
|---|---|---|
| 1 | Diametro alla base inserito a mano | Quando l'operatore lo misura direttamente |
| 2 | Rastremazione reale da due punti noti | Quando il Pulling Test fornisce diametro e quota dell'elastometro: la retta passante per i due punti viene estrapolata a terra |
| 3 | Diametro a petto d'uomo moltiplicato per 1,15 | Ripiego, in assenza di misure dirette |
Se mancano superficie della chioma e baricentro, il sistema usa dei ripieghi geometrici ricavati dall'altezza, ma sono stime grossolane: compilare quei due campi cambia il risultato più di quasi ogni altro parametro.
Il momento del vento è la spinta sulla chioma moltiplicata per la quota del baricentro, con la spinta pari a mezzo prodotto fra densità dell'aria, quadrato della velocità, coefficiente di resistenza e superficie esposta.
Il momento da peso proprio compare solo se l'albero è inclinato: è il peso per il braccio del baricentro per il seno dell'inclinazione dell'asse. Su un albero verticale vale zero. La massa viene stimata per allometria dal diametro, dall'altezza e dalla densità del legno, con un fattore di forma del fusto di 0,45 e una massa di chioma pari al 35% di quella del fusto.
Il modulo di resistenza parte dalla sezione circolare piena. La cavità, quando c'è, lo riduce. Il sistema sceglie la fonte della cavità in ordine di priorità.
| Priorità | Fonte | Effetto |
|---|---|---|
| 1 | Diametro della cavità inserito a mano | Sezione anulare con quel diametro interno |
| 2 | Frazione residua dalla tomografia | La perdita di sezione viene convertita in un diametro interno equivalente, e da qui si ricava anche il rapporto spessore su raggio |
| 3 | Frazione di cavità e rapporto spessore su raggio manuali | Sezione anulare costruita sui due valori |
Il momento resistente è il prodotto fra il MOR effettivo e il modulo di resistenza della sezione. Due misure strumentali possono intervenire.
Dal Pulling Test. Il modulo elastico misurato sostituisce quello tabulare: il sistema mantiene il rapporto MOR su MOE della specie e lo applica al MOE misurato, ricavando un MOR calibrato sull'albero reale.
Dalla tomografia. Se la tomografia ha prodotto un momento critico, quello sostituisce il prodotto MOR per modulo di resistenza: la sezione non viene più approssimata come anello, ma pesata pixel per pixel. Se sono presenti anche i dati di trazione, il momento critico tomografico viene riscalato con il rapporto fra MOR misurato e MOR tabulare, così le due misure si sommano invece di escludersi.
| Parametro | Default | Ruolo |
|---|---|---|
| Diametro cavità | 0 cm | Se maggiore di zero, riduce il modulo di resistenza della sezione. Ha la precedenza sul dato tomografico |
| Riduzione chioma % | 0% | Simula una potatura: riduce la superficie esposta al vento e abbassa il baricentro |
| Inclinazione dell'asse | 0° | Attiva il momento da peso proprio. A zero quel contributo è nullo |
| Crown Fill Factor | 0,30 | Campo previsto nell'interfaccia. Il calcolo attuale ricava la spinta dalla superficie di chioma misurata, quindi questo valore non modifica il risultato |
| Modalità | Descrizione |
|---|---|
| Base SF | Solo biometria e proprietà meccaniche di specie. Sezione circolare piena, MOR tabulare |
| + Tomography | Momento critico e frazione residua calcolati pixel per pixel dal tomogramma, al posto della sezione circolare |
| + Pulling | MOE misurato in campo, MOR ricalibrato, e rastremazione reale del fusto quando l'elastometro fornisce diametro e quota |
| Full (all) | Tutte le fonti insieme. Il momento critico tomografico viene riscalato con il MOR misurato |
Il pannello dei risultati riporta, oltre al valore e alla classe cromatica: la velocità critica del vento in km/h, la forza e il momento del vento, il momento da peso proprio, il momento totale e quello resistente, il MOR effettivo con l'indicazione della sua provenienza, il diametro alla base, la percentuale di riduzione del modulo di resistenza dovuta alla cavità e l'elenco delle sostituzioni applicate. Quest'ultimo elenco è il punto da leggere per capire quali dati strumentali sono davvero entrati nel calcolo.
Viene mostrato anche il rapporto fra momento resistente e momento totale. È un dato informativo di confronto, non è il fattore di sicurezza.
Il modulo Pulling Test analizza i dati acquisiti durante una prova di trazione controllata. Un carico noto viene applicato all'albero tramite un cavo; elastometri e inclinometri registrano la risposta delle fibre del fusto e del piatto radicale. Da quella risposta il sistema estrapola il comportamento dell'albero fino al vento di progetto.
| Formato | Origine | Cosa contiene |
|---|---|---|
.csv, .txt, .xlsx | TreeQinetic | Serie temporale con forza, angolo della fune e una colonna per sensore |
.pul | Fakopp | Stesse serie più la geometria della prova. Sono riconosciuti sia il vecchio formato JSON sia il nuovo archivio SQLite |
Dal file .pul il sistema legge anche superficie della chioma, quota del baricentro, altezza di
ancoraggio della fune, distanza e quota del punto di tiro, e li usa al posto dei valori inseriti a mano.
Sono i dati con cui la prova è stata effettivamente eseguita, quindi hanno la precedenza.
Caricato il file, il sistema legge l'intestazione e riconosce da solo quali sensori sono presenti, distinguendo
elastometri e inclinometri dal nome. Per i dati TreeQinetic, se accanto al file si trova un
*_sensors.txt, le proprietà geometriche degli elastometri vengono precompilate da lì.
Per ciascun elastometro si indicano: quota di installazione, diametro della sezione nella direzione di trazione, diametro nella direzione neutra, e il lato dello strumento, in trazione o in compressione. Per ciascun inclinometro: il numero, la correzione direzionale in gradi e l'asse su cui registra, X, Y oppure entrambi.
La quota e il diametro dell'elastometro non servono solo al grafico: sono i due punti da cui il Safety Factor ricava la rastremazione reale del fusto. Se li si lascia ai valori di default, il diametro alla base torna a essere una stima.
La deformazione delle fibre cresce in modo proporzionale alla velocità del vento espressa in metri al secondo: la regressione è quindi lineare. Dalla retta si ricava la velocità alla quale la deformazione raggiunge la soglia impostata, e il fattore di sicurezza è il rapporto fra quella velocità e il vento di progetto.
Dallo stesso set di dati il sistema calcola anche il modulo elastico misurato, mettendo in relazione la tensione nella sezione, ricavata dal momento applicato e dal modulo di resistenza, con la deformazione registrata. È questo il valore che il Safety Factor usa per ricalibrare il MOR.
Per il piatto radicale il sistema non usa una regressione polinomiale ma la curva di ribaltamento del metodo Fakopp, che lega l'inclinazione alla forza applicata e possiede un asintoto verticale: al crescere della forza verso il valore limite l'inclinazione tende all'infinito, cioè l'albero si ribalta.
Dall'interpolazione si ricavano la forza massima sopportabile e l'eventuale offset iniziale. Il momento ribaltante massimo è quella forza per il braccio efficace; il fattore di sicurezza è il rapporto fra momento massimo e momento del vento di progetto, espresso in percentuale, come nello strumento originale. Il grafico riporta anche la velocità critica corrispondente, ricavata dal bilancio dei momenti.
Il momento del vento per l'inclinometro usa la densità dell'aria fissata dal metodo Fakopp a 1,2 kg/m³. Modificare la densità nei Main Settings cambia il Safety Factor e i risultati degli elastometri, non quelli degli inclinometri.
Il braccio del momento ribaltante è la quota a cui la fune è ancorata all'albero, corretta per l'inclinazione
della fune stessa. La correzione si applica in modo diverso a seconda della provenienza dei dati:
nei file .pul l'angolo della fune sta nella geometria, quindi il braccio viene moltiplicato per il
coseno dell'angolo ricavato da altezza e distanza del punto di tiro; nei dati TreeQinetic l'angolo è già dentro
il valore di forza registrato, quindi il braccio resta la quota così com'è.
Se l'altezza di ancoraggio non è disponibile, il sistema scende per ripieghi: prima la ricava dalla geometria, combinando la distanza del punto di tiro con l'angolo medio della fune sui cinquanta punti a forza maggiore; poi, se ancora manca, usa la quota del baricentro dei Main Settings.
Il pulsante Pick anchor on map apre una mappa centrata sull'albero, che deve quindi avere le coordinate compilate nei Main Settings. Cliccando si posiziona il punto di tiro; il segnaposto è trascinabile per gli aggiustamenti. Il sistema calcola in tempo reale la distanza in metri e l'azimut in gradi dal nord, con la sigla del settore cardinale.
Confermando, i quattro valori vengono salvati nella sessione. Se la sessione esiste già, il salvataggio è immediato; altrimenti i valori viaggiano con la prima analisi. Da quel momento il punto di tiro viene ridisegnato ogni volta che la sessione viene richiamata, come immagine su sfondo satellitare con la corda, la distanza, l'azimut, la freccia del nord e la barra di scala. L'immagine si scarica in PNG, si apre a pieno schermo con un click ed entra nell'archivio di export dell'albero.
La distanza del punto di tiro non è solo documentazione: è il valore che entra nel calcolo del braccio efficace
per gli inclinometri quando la prova arriva da un file .pul.
| Parametro | Default | Descrizione |
|---|---|---|
| Soglia inclinometro | 0,3° | Inclinazione massima ammissibile del piatto radicale |
| Soglia elastometro | 200 μm/m | Deformazione massima ammissibile delle fibre del fusto |
| Rapporto forza | 1,0 | Moltiplicatore per rinvii e carrucole. 1,0 significa nessuna correzione |
| Altezza ancoraggio | n/d | Quota del punto di ancoraggio della fune sull'albero, in metri |
| Diametro cavità | 0 cm | Corregge il modulo di resistenza della sezione |
Per ogni sensore il sistema produce una riga di sintesi e un grafico. Il grafico mostra la dispersione dei dati reali, la curva interpolata, la soglia limite e la velocità del vento limite; il titolo riporta il nome del sensore, il fattore di sicurezza e il coefficiente di determinazione della regressione. Cliccando si apre a pieno schermo, con scarico in PNG.
Ogni analisi diventa una sessione salvata, rinominabile e richiamabile con Recall from DB. Nel richiamo i grafici vengono ricostruiti dai dati nel database, non riletti dal file originale, quindi restano disponibili anche a distanza di anni. L'export per albero raccoglie una cartella per sessione con il grafico di ogni sensore e l'immagine del punto di tiro.
Il modulo Tomografia ricostruisce la sezione resistente effettiva del fusto a partire dai dati di un tomografo sonico. Sono supportati il PiCUS Sonic Tomograph (Argus Electronic), l'Arbotom (Rinntech) e l'ArborSonic 3D (Fakopp). Il risultato è un fattore di sicurezza calcolato pixel per pixel, che tiene conto della distribuzione reale del legno degradato invece di approssimare la sezione a un anello.
Il pannello offre tre percorsi distinti. Non sono equivalenti: cambia il dato di partenza, quindi cambia il risultato. La differenza sostanziale è fra chi parte dai tempi di volo misurati e chi parte dai colori di un'immagine, che sono già il prodotto di un'interpolazione fatta dallo strumento.
| Via | Cosa carichi | Da cosa nasce il tomogramma | Quando sceglierla |
|---|---|---|---|
| 1. File nativo | .pit, .abt, .f3d |
Dai tempi di volo contenuti nel file, ricalcolati da AiS | Sempre, quando il file dello strumento è disponibile. È la via che lavora sul dato di misura |
| 2. Immagine con maschera automatica | Immagine PNG o JPG più il .pit |
Dai colori dell'immagine, con il contorno ricavato dalle posizioni dei sensori nel .pit |
Quando servono le impostazioni personali già applicate nello strumento |
| 3. Immagine con contorno manuale | Solo immagine PNG o JPG | Dai colori dell'immagine, con il contorno disegnato dall'operatore | Quando del rilievo resta solo la stampa o lo screenshot del tomogramma |
Lo stesso rilievo caricato per due vie diverse dà due risultati diversi. Non è un errore: la via nativa usa i tempi misurati, le altre due leggono un'immagine già interpolata e resa a colori. Quando confronti sessioni nel tempo, confronta sessioni caricate nello stesso modo.
Si trascina il file nel primo riquadro. AiS lo legge, elenca le sezioni che contiene e attende la scelta:
un file .abt può contenere più livelli sovrapposti misurati a quote diverse sullo stesso fusto,
e ognuno diventa una sessione a sé, con la propria quota di analisi e i propri risultati.
Premendo Process selected sections il sistema ricostruisce il campo di velocità dai tempi di volo, lo rasterizza su una griglia quadrata e salva i pixel. Vengono prodotte due immagini, mostrate affiancate:
| Immagine | Cosa mostra |
|---|---|
| Sonic tomogram | Il tomogramma ricostruito, con la scala colore e il contorno della sezione |
| Flight-time traces | Le corde fra i punti di misura, colorate per velocità reale, senza alcuna interpolazione. È il dato grezzo: serve a vedere quali percorsi sono lenti e quali no, prima che l'interpolazione li spalmi sulla superficie |
Entrambe si scaricano in PNG con il pulsante nella barra sotto l'immagine e si aprono a pieno schermo con un click. Sotto ciascuna compare il numero di corde valide e l'intervallo di velocità misurato.
Nel formato Fakopp .f3d i punti indicati con la lettera L sono punti di misura a tutti gli effetti,
non semplici punti del contorno, e vengono considerati nell'elaborazione. Nello schema circolare stanno a metà
arco fra due sensori consecutivi; negli schemi irregolari la loro posizione viene dalle distanze misurate.
Il punto numero 1 va sempre posizionato a nord: è la convenzione su cui si appoggia la lettura della direzione di rottura critica e il confronto con le altre indagini.
Nel secondo riquadro si caricano l'immagine del tomogramma e, accanto, il file .pit.
Premendo Upload & Auto-mask il sistema registra l'immagine sulle posizioni dei sensori contenute nel
.pit, ne ricava il contorno della sezione e la scala in centimetri per pixel, senza bisogno di
tracciare nulla a mano.
Il contorno ottenuto compare come spline con punti trascinabili sopra l'immagine. I punti si spostano con il mouse per correggere le zone in cui la registrazione automatica ha sbordato; Reset riporta il contorno a come era uscito, Conferma maschera lo rende definitivo.
Se si carica solo l'immagine e si preme Upload & Auto-mask senza aver indicato un .pit,
si apre l'editor manuale a schermo intero, in due fasi.
1. Contorno della sezione. Si traccia il perimetro della sezione trasversale con il mouse. Il sistema estrae la componente connessa più grande all'interno del contorno, eliminando artefatti e rumore.
2. Linea di riferimento. Si traccia una linea di lunghezza nota e se ne inserisce la misura reale in centimetri. Senza questa taratura le aree restano in pixel: è il passaggio che rende il risultato metrico.
Ogni pixel della sezione porta una velocità sonica. Da quella velocità discendono le proprietà meccaniche locali, e non in modo proporzionale:
| Grandezza | Come varia | Ragione |
|---|---|---|
| Modulo elastico | Con il quadrato del rapporto fra velocità del pixel e velocità massima | Relazione fra modulo, densità e velocità dell'onda a densità costante |
| Resistenza | Con il cubo dello stesso rapporto | La deformazione di snervamento risulta proporzionale alla velocità: il legno degradato è anche più fragile, non solo più cedevole |
Il riferimento non è un valore di specie ma la velocità massima della sezione stessa, ricavata dalla tomografia in esame. La lettura è quindi relativa all'albero misurato, non a una tabella.
La scala colore mostrata è sempre quella PiCUS, ancorata alle misure, anche per le tomografie importate da Arbotom e Fakopp. Nelle vie che leggono l'immagine, la scala dello strumento viene riconosciuta dai colori presenti e usata per la conversione inversa.
La soglia di velocità, di default 0,70, separa il legno che partecipa alla resistenza da quello che viene escluso. I pixel sotto la soglia, espressa come frazione della velocità massima della sezione, compaiono in rosso nell'anteprima; i pixel residui, in verde, costituiscono la sezione resistente effettiva.
Muovendo la soglia l'anteprima si aggiorna subito, anche su sezioni da decine di migliaia di pixel, e la legenda riporta il conteggio dei pixel residui ed esclusi. La linea di rottura critica, tratteggiata in blu, si aggiorna invece solo rieseguendo l'analisi: dipende dal calcolo, non dalla sola soglia visiva.
L'anteprima mostra anche il baricentro della sezione residua, marcato con una croce, l'angolo della direzione critica, la velocità massima del vento sopportabile e il fattore di sicurezza. Un click la apre a pieno schermo con scarico in PNG.
Ciascuna delle due sezioni del pannello ha il proprio pulsante Biomechanical Analysis, che lavora sulla sessione appena creata da quella via. Il calcolo produce il tensore d'inerzia elastico completo della sezione residua, quindi il momento critico di rottura, l'angolo della direzione di minima resistenza, la velocità massima del vento sopportabile e il fattore di sicurezza tomografico.
La yield pixel %, di default 1,0%, è la percentuale di fibre della sezione che devono raggiungere la tensione di snervamento perché il calcolo consideri raggiunto il collasso. Un valore basso è molto conservativo: basta che una piccola porzione ceda per dichiarare il cedimento. Alzandolo, ad esempio fra il 5 e il 10%, si assume che la sezione riesca a ridistribuire lo sforzo prima del collasso.
Con Recall from DB si riapre una sessione salvata. Vengono ricostruiti l'immagine con la maschera, il tomogramma e il tracciato dei tempi di volo quando la sessione proviene da un file nativo, e l'anteprima biomeccanica con la linea di rottura critica. I pixel viaggiano in forma compressa, quindi anche le sezioni più grandi si ricaricano senza attese.
L'export per albero raccoglie, per ogni sessione, il tomogramma, il tracciato dei raggi, la maschera, l'immagine caricata e il file sorgente dello strumento. Se il tomogramma non è su disco, viene ridisegnato dai pixel salvati, così nell'archivio non finisce mai il solo file sorgente.
TreeSOS è il modulo di monitoraggio da remoto dell'albero. Utilizza le immagini multispettrali dei satelliti ESA Sentinel-2, con un passaggio ogni cinque giorni, per calcolare indici vegetazionali che rivelano variazioni di condizione non visibili a occhio nudo. La serie storica parte da luglio 2017, cioè dall'inizio della copertura utile dell'archivio.
Il sistema analizza due indici. L'NDVI misura l'attività fotosintetica: valori alti indicano chioma attiva, cali improvvisi segnalano stress. L'NDMI misura il contenuto idrico fogliare ed è particolarmente utile per la lettura precoce nei periodi siccitosi, perché il calo idrico precede quello fotosintetico.
Servono le coordinate GPS e il diametro della chioma, entrambi nei Main Settings. Il diametro definisce il buffer circolare attorno alle coordinate dal quale vengono estratti i valori dei pixel satellitari: un diametro sbagliato fa entrare nel calcolo il prato o l'asfalto attorno, e la serie ne risente.
La pipeline procede in quattro fasi: estrazione dei valori satellitari e dei dati meteorologici, calcolo degli indici con correzione, generazione degli alert, e infine valutazione con il modello di apprendimento automatico. I dati meteorologici accompagnano la serie perché servono a distinguere un calo dovuto alla stagione o alla siccità da un calo che riguarda il singolo albero.
| Segnalazione | Simbolo | Significato |
|---|---|---|
| Long-Term (LT) | ▲ | Declino lento ma progressivo: il trend negativo persiste da mesi. Indica un problema cronico |
| Quick Change (QC) | ✕ | Variazione brusca fra due osservazioni consecutive. Indica un evento acuto: tempesta, cedimento di branca, infestazione rapida |
| ML Warning, livello 1 | ● | Alta confidenza. Il modello riconosce nella serie il quadro tipico di un deperimento in atto |
| ML Warning, livello 2 | ● | Dubbio ragionevole. Il quadro è compatibile con un deperimento ma non conclusivo: merita una verifica in campo |
Gli alert LT e QC nascono da regole sulla forma della serie. Il warning nasce invece da un modello addestrato, che pesa insieme decine di indicatori derivati dalla serie storica: pendenze su finestre mobili, anomalie rispetto agli anni precedenti, variabilità stagionale, fenologia, capacità di recupero dopo i cali, divergenza fra NDVI e NDMI. A ogni warning è associata una probabilità calibrata.
Il warning del modello non sostituisce il sopralluogo: indica dove guardare e con quale priorità. Se il modello non è disponibile, LT e QC restano comunque calcolati e la serie resta leggibile.
L'anteprima mostra la serie NDVI lisciata, la linea di tendenza e i marcatori degli alert. Cliccando si apre il grafico completo a più pannelli generato dal backend, con NDVI, NDMI e dati meteorologici in alta risoluzione, scaricabile come PNG.
Il modulo Resistograph analizza i profili di resistenza meccanica ottenuti da un dendropenetrometro (IML Resi PowerDrill, RINNTECH Resistograph). L'ago perfora il legno registrando la resistenza alla penetrazione millimetro per millimetro.
Il sistema accetta i file RGP in formato JSON, oltre a CSV, TXT e JSON generici. Dal file vengono estratti i due profili, Feed di avanzamento e Drill di perforazione, la risoluzione, tipicamente 10 micrometri per passo, e il numero totale di punti. Un file da 3.500 punti a 10 micrometri copre 35 centimetri di profondità.
Cliccando sull'anteprima si apre l'editor, che permette tre cose.
Visualizzare i profili Feed e Drill, attivando o disattivando ciascuno per leggerli separatamente.
Selezionare regioni trascinando il mouse sul grafico. Ogni regione si etichetta e si colora: corteccia, alburno, cavità, legno di reazione, carie. Le regioni etichettate vengono salvate nel database e tornano disponibili a ogni richiamo della sessione.
Esportare il grafico come PNG ad alta risoluzione, con titolo personalizzabile. L'immagine salvata è quella che finisce nell'archivio di export dell'albero; se manca, il tracciato viene ridisegnato dai dati grezzi con le regioni etichettate.
Il pulsante Overlay on Tomogram richiama una sessione di tomografia dello stesso albero e disegna il tracciato di perforazione sopra il tomogramma, in scala. Si indica il punto di ingresso dell'ago sul contorno della sezione e il sistema orienta la traccia verso il baricentro, usando il rapporto centimetri per pixel della tomografia per rispettare le proporzioni.
È il confronto che chiude il cerchio fra le due indagini: dove la tomografia segnala velocità basse, il resistografo dice se c'è davvero perdita di massa e a quale profondità comincia. La sovrapposizione viene salvata come immagine ed entra nell'export.
La sovrapposizione non ha ricostruzione automatica: il punto di ingresso è un gesto dell'operatore. Se l'immagine non viene salvata, non c'è nulla da ricostruire in seguito.
TreeFEM esegue una simulazione strutturale a elementi finiti sulla mesh tridimensionale dell'albero ottenuta da fotogrammetria. La mesh STL viene caricata, orientata, discretizzata e sottoposta ai carichi gravitazionali e del vento per calcolare il campo di tensione e il fattore di sicurezza punto per punto.
Si carica il file STL prodotto dal software di fotogrammetria. Dopo il caricamento la mesh viene mostrata in un'anteprima tridimensionale interattiva, utile a verificare orientamento e proporzioni prima di lanciare il calcolo. Un click apre il visualizzatore a schermo intero.
| Parametro | Default | Descrizione |
|---|---|---|
| Asse verticale | Z | L'asse del file STL che corrisponde alla verticale. Dipende dal software di fotogrammetria |
| Direzione UP | positiva | Se la cima dell'albero punta verso i valori positivi o negativi dell'asse |
| Base vincolata | 1% dell'altezza | Porzione basale bloccata come incastro, a simulare l'ancoraggio radicale |
Un asse verticale sbagliato non produce un errore: produce un albero coricato, con il vento che spinge dal basso e risultati privi di senso. L'anteprima serve esattamente a intercettare questo caso.
Isotropo. Stessa rigidezza in tutte le direzioni. Modello semplificato, adatto ad analisi rapide.
Ortotropo. Proprietà differenziate nelle direzioni longitudinale, radiale e tangenziale, come nel legno reale. È l'impostazione predefinita e i valori derivano dal modulo elastico e dalla densità dei Main Settings, con la possibilità di sovrascriverli dal pannello.
Se attiva, come da impostazione predefinita, il sistema separa le facce della mesh in legno, cioè fusto e rami, e chioma, cioè fogliame. La distinzione si basa sulla linearità locale della geometria: le zone allungate e regolari vengono assegnate alla parte legnosa, quelle irregolari alla chioma.
| Parametro | Default | Descrizione |
|---|---|---|
| Soglia di linearità | 0,6 | Valore fra 0 e 1. Più alto significa criterio più rigido per riconoscere il legno |
| Punti vicini | 30 | Numero di punti usati per valutare la geometria locale |
| Densità chioma | 10% del legno | Le zone di chioma ricevono densità ridotta: agiscono soprattutto come vela al vento, non come massa strutturale |
| Carico | Quando usarlo |
|---|---|
| Gravity | Solo peso proprio. Utile sugli alberi fortemente inclinati o con branche sporgenti |
| Wind | Solo spinta del vento, con direzione e velocità dai Main Settings e rugosità del terreno impostabile |
| Combined | Gravità e vento insieme. È la condizione operativa reale ed è la scelta predefinita del pannello |
| Risultato | Unità | Significato |
|---|---|---|
| Max stress | MPa | Tensione massima di Von Mises nella mesh. Identifica il punto più sollecitato |
| Max displacement | mm | Spostamento massimo sotto carico |
| Safety Factor minimo | n/d | Rapporto fra resistenza del legno e tensione massima, nel punto peggiore |
Lo stato riassuntivo segue quattro classi: CRITICAL sotto 1,0, WARNING fra 1,0 e 1,5, ACCEPTABLE fra 1,5 e 2,0, SAFE oltre 2,0. Il visualizzatore tridimensionale colora la mesh secondo la mappa scelta: fattore di sicurezza, tensione, spostamento o pressione del vento, con un valore per ogni triangolo.
Il parametro Decimation riduce il numero di triangoli per accelerare l'analisi. Il valore 1,0 mantiene la mesh originale; 0,3 è un buon compromesso su mesh molto pesanti, oltre il mezzo milione di triangoli. La decimazione perde dettaglio geometrico, quindi conviene tornare a 1,0 per la verifica finale.
Il modulo Traffic Risk stima il livello di frequentazione nell'area attorno all'albero, cioè quanto quel bersaglio è occupato da persone. È l'informazione che, incrociata con la probabilità di cedimento, porta al rischio: un cedimento su un'area deserta e uno su un marciapiede affollato non hanno le stesse conseguenze.
Servono le coordinate GPS dell'albero dai Main Settings. L'analisi interroga i servizi di traffico stradale disponibili e la cartografia aperta per ricostruire la rete viaria intorno al punto; il pannello mostra lo stato di ciascuna fonte, così si vede subito su quali dati si sta lavorando.
| Parametro | Default | Intervallo | Descrizione |
|---|---|---|---|
| Raggio di analisi | 50 m | 10–500 m | Raggio entro cui cercare le strade limitrofe |
| Campioni | 50 | 5–200 | Numero di punti campionati per stimare il flusso. Più campioni danno una stima più stabile e un'analisi più lenta |
Il sistema stima i veicoli al giorno sulle strade vicine e i pedoni, prendendo per questi ultimi il valore più alto fra quello dedotto dai punti di interesse presenti e quello dedotto dal flusso veicolare, che è la scelta prudente. Converte poi i veicoli in persone, con un'occupazione media di 1,2 persone per veicolo, somma i pedoni e distribuisce il totale sui minuti della giornata. Il numero che ne esce, le persone al minuto nella zona dell'albero, determina la classe.
| Classe | Codice | Occupazione equivalente | Descrizione |
|---|---|---|---|
| 1 | I | 24 ore al giorno | Zona a occupazione permanente |
| 2 | II | 5 ore al giorno | Zona ad alta occupazione diurna |
| 3 | III | 29 minuti al giorno | Frequentazione medio alta |
| 4 | IV | 3 minuti al giorno | Frequentazione media |
| 5 | V | 2 minuti a settimana | Frequentazione bassa |
| 6 | VI | 0,9 minuti al mese | Frequentazione sporadica |
| 7 | VII | 1 minuto all'anno o meno | Frequentazione trascurabile |
Accanto alla classe il sistema riporta un fattore di velocità: se nella rete vicina compaiono strade a scorrimento veloce, la segnalazione avverte che l'impatto, a parità di frequentazione, sarebbe più severo. Sono riportati anche i veicoli e i pedoni al giorno, l'esposizione totale e le fonti dati effettivamente usate.
La stima è modellata sul flusso, non su un conteggio diretto delle persone. Vale come inquadramento dell'occupazione del bersaglio, non come rilievo. Dove la frequentazione dipende da usi non stradali, come un parco giochi o un'area di sosta, il dato va corretto con l'osservazione diretta.
I software della piattaforma TreeTech (AiS, FITOS, TreeGuard e relativi moduli) sono strumenti di supporto tecnico-decisionale destinati a coadiuvare il professionista nella valutazione dello stato degli alberi. I risultati, i calcoli, le classificazioni, gli indici, gli alert e qualsiasi altro output prodotto dai sistemi hanno carattere esclusivamente indicativo e non costituiscono in alcun modo perizia, certificazione, garanzia di sicurezza né parere tecnico vincolante. La responsabilità di ogni decisione operativa — ivi incluse, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la conservazione, la manutenzione, la potatura, la messa in sicurezza o l'abbattimento di un albero — resta in capo al professionista incaricato e/o al proprietario o gestore del bene.
Superalberi S.r.l. (P.IVA 02796920300), i suoi amministratori, dipendenti, collaboratori e licenziatari declinano ogni e qualsiasi responsabilità, contrattuale ed extracontrattuale, per danni diretti, indiretti, incidentali, consequenziali o punitivi — inclusi, senza limitazione, danni a persone, cose o patrimonio — derivanti da o comunque connessi a: (i) l'utilizzo o il mancato utilizzo dei risultati prodotti dai sistemi; (ii) decisioni assunte sulla base degli output dei software; (iii) errori, omissioni, imprecisioni o limitazioni intrinseche dei modelli di calcolo, degli algoritmi di intelligenza artificiale, dei dati satellitari o delle banche dati integrate; (iv) malfunzionamenti, interruzioni del servizio o perdita di dati.
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